Grimaldi

La storia dei Grimaldi affonda nelle radici contadine delle Langhe, in Valle Talloria, agli inizi del XIX secolo, quando i campi di grano crescevano tra i filari e ogni cascina aveva, accanto alla cantina, la stalla in cui venivano allevati capi di pregiata Fassona Piemontese. Nonno Giuseppe coltivava ottime uve di dolcetto, vitigno principe della zona di Diano d’Alba che, dopo la vendemmia, caricava sul carro e portava al mercato di Alba, dove venivano acquistate dai vinificatori. Nel dopoguerra, il figlio di Giuseppe, Carlo Grimaldi, cominciò ad imbottigliare sotto il nome di famiglia. Iniziarono i lavori di ammodernamento dell’azienda agricola e di razionalizzazione dei vigneti per valorizzare le espressioni varietali dei vitigni autoctoni ed elevare la qualità dei vini prodotti. Con lungimiranza e intuito, Carlo capì l’importanza che il vitigno nebbiolo avrebbe rivestito nell’enologia piemontese e poi in quella internazionale. Fu nei primi anni ’50 che vennero imbottigliate le prime annate di Barolo e Barbaresco, che ancora oggi rappresentano i vini di punta della cantina e fanno di Grimaldi una realtà storica delle rispettive denominazioni.

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